Il trapianto della cornea con le cellule staminali

Il trapianto di cornea consiste nella sostituzione di una parte del tessuto corneale patologico, di solito la sua porzione centrale, con un innesto omologo da donatore non-vivente. Viene definita cheratoplastica perforante, il trapianto di cornea a tutto spessore, cheratoplastica lamellare quello invece in cui si innesta solo una parte della cornea.

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Le cellule staminali della cornea

Le cellule epiteliali corneali sono costantemente rinnovate durante tutto l’arco della vita, esattamente come avviene per la pelle: le cellule superficiali si sfaldano nel film lacrimale e nuove cellule vengono generate per rimpiazzare quelle perse.

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Le malattie delle cellule staminali della cornea (deficit libare)

Le malattie delle cellule staminali della cornea (deficit libare) posso essere di varia natura. Diverse condizioni possono determinare un danno alle cellule staminali corneali: ustioni chimiche o fisiche, malattie immunitarie e infiammatorie come la sindrome di Stevens-Johnson, il pemfigoide oculare cicatriziale, la reazione graft-versus-host dopo trapianto di midollo, danni iatrogeni chirurgici o da abuso d […]

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Cosa si faceva in passato per il deficit libare

Già alla fine degli anni ’60 Strampelli e Barraquer proponevano di trattare i danni corneali monolaterali negli ustionati con un innesto di porzioni di limbus prelevate dall’occhio sano, metodica successivamente standardizzata da Kenyon alla fine degli anni ’80.

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La coltura delle cellule staminali background

Nel 1975 Rheinwald e Green, due biologi americani del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, pubblicavano nella prestigiosa rivista Cell un lavoro in cui dimostravano la possibilità di coltivare cellule staminali dell’epidermide in opportune condizioni controllate.

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La coltura delle cellule staminali dell’epitelio corneale

Nel 1997 i ricercatori italiani Pellegrini e De Luca assieme agli oculisti Traverso e Zingirian pubblicavano nella rivista The Lancet i primi due casi di ricostruzione del limbus con innesto di cellule staminali limbari coltivate prelevate dall’occhio contro-laterale non affetto (Pellegrini 1997 ).

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I limiti e le prospettive future

Gli ottimi risultati ottenuti, pubblicati nel New England da Rama, riguardano innesti autologhi, cioè eseguiti con cellule coltivate dello stesso paziente. Ci sono però casi di lesioni bilaterali in cui non è possibile isolare cellule staminali del paziente stesso. In questi casi alcuni Autori propongono l’innesto limbare omologo, cioè con cellule di un donatore.

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Conclusioni

La coltura e l’innesto di cellule staminali limbari è una valida soluzione oggi: i risultati sono buoni e stabili nel tempo e l’intervento è riconosciuto dal sistema sanitario nazionale e rimborsato con uno specifico DRG.

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