Il trapianto della cornea con le cellule staminali

Il trapianto di cornea consiste nella sostituzione di una parte del tessuto corneale patologico, di solito la sua porzione centrale, con un innesto omologo da donatore non-vivente. Viene definita cheratoplastica perforante, il trapianto di cornea a tutto spessore, cheratoplastica lamellare quello invece in cui si innesta solo una parte della cornea, anteriore o posteriore (fig 1). La cheratoplastica, introdotta verso la fine dell’800, è andata affinandosi nel corso degli anni arrivando ad essere, verso gli anni ’80, una tecnica di routine a basso rischio di rigetto e con alte percentuali di successo.

Il lembo di cornea innestato del donatore si integra gradualmente con la cornea ricevente del paziente. L’epitelio ricevente migra dal tessuto circostante il trapianto e sostituisce completamente quello del ricevente: di solito questo processo si completa nell’arco 1-2 mesi. Il fatto che il tessuto donatore sia ricoperto di cellule del ricevente spiega l’alta percentuale di successo di questo tipo di trapianto e il basso rischio di rigetto, tale da non richiedere l’immunosoppressione, che al contrario è d’obbligo nei trapianti d’organo.

Se il limbus è compromesso viene a mancare l’apporto di nuovo epitelio. Se si esegue un trapianto di cornea in questi casi (malattie con deficit limbare, ad esempio le ustioni, fig 2) il lembo di cornea innestato non potrà essere ricoperto di epitelio corneale e la congiuntiva migrerà per coprire la superficie, causando l’opacizzazione della cornea innestata e quindi il fallimento dell’intervento (fig 3).